La strage silenziosa dei bracconieri legalizzati

Bracconieri Salento

Come ogni anno l’apertura del periodo di caccia porta con sé una strage silenziosa di tutte le specie faunistiche del Salento e dell’Italia intera. Gravissimi sono i danni arrecati alla fauna migratoria di passaggio e alla fauna stanziale.

Bisogna dire che il semplice colpo di doppietta, nella quasi totalità dei casi, non uccide immediatamente l’animale ma infligge dolori immensi e lunghe agonie. Non solo, la cosa che più ci lascia sgomenti sono le illazioni di questa fetta immonda di personaggi, che predicano un “ambientalismo fatto a casa“, credendo che il loro sia un ruolo indispensabile nel riequilibrare i cicli di vita della natura.

A nostro avviso la caccia ha esaurito lo scopo di doversi nutrire già secoli fa. I bracconieri (perché questo sono) nel Salento colpiscono tutto: specie protette, migratori, stanziali, rapaci. Tre le altre cicogne, gufi, volpi, tassi, aquile, gazze, persino gabbiani, qualsiasi cosa che si muove in pratica. Inoltre non sono ‘vedette della natura’ né tanto meno ‘vedette della legalità’: riempiono il suolo di plastica da curtuccia e seminandolo col piombo dei pallini, altamente tossico e nocivo, che arriva quotidianamente sulle nostre tavole assorbito dai prodotti coltivati che definiamo “robba paesana” come sinonimo di qualità.

Per noi questi bracconieri legalizzati sono finti sportivi, sono finti amanti della natura e sono finti esseri umani.

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